Vintage è il termine che fa capolino tra le pagine di “Elle” e quelle di “Leggo”, un argomento più che mai attuale.

Il vintage è l’ultima follia delle star che sul tappeto rosso indossano abiti che suonerebbe riduttivo considerare solo “vestiti vecchi”.

Il vintage è una moda ricca di significati simbolici e culturali che nasce intorno agli Anni ’60.

Che venga da un negozio “second hand”, da uno scambio con un’amica o dall’eredità di una prozia, l’abito vintage è un indumento d’occasione che è stato già usato oppure che è stato conservato nuovo nel suo imballaggio originale.

Un indumento che ha del vissuto e che, in ogni caso, racconta una storia. Il lato interessante è questo: il vintage ha un’anima. Evoca un periodo lontano, passato, generalmente un’epoca in cui le persone amavano le cose ben fatte, gli abiti cuciti a mano, le rifiniture curate. E’ l’equivalente della marmellata fatta in casa, che ha più gusto di quella comprata al supermercato.

Il vintage cattura anche chi bada al lato economico del fashion e, dato che un vestito di seconda mano costerà meno di uno nuovo, comprare un capo di proprio gusto porterà anche alla sensazione gratificante di aver fatto un “buon affare”.

La caccia al vintage, infatti, può essere considerata gratificante poiché richiede impegno e conoscenze. Ma nel mondo del rètro è facile scivolare dal buon affare a un fenomeno di moda vicino allo snobismo. Vintage è, per definizione, un  pezzo raro! anche se questo, ai suoi tempi, è stato prodotto in migliaia di esemplari.

Pochi capi Benetton degli Anni ’60, per esempio, sono stati conservati dai loro proprietari. Da rari, sono diventati preziosi: non solo perché sono testimonianza di un altro tempo, ma soprattutto perché sono diventati, col tempo, pezzi unici, dei sopravvissuti.

La moda d’antan risponde esattamente al desiderio di “apparire”, resiste alla globalizzazione dello stile, al monopolio di Zara-H&M-Gap in tutto il pianeta.

E’ un modo per affermare la propria personalità, liberarsi dalle marche e coltivare la propria creatività. Per coloro che amano la moda rappresenta un gioco, una mescolanza di stili, costoso ed economico, nuovo e vecchio, personalità ed umore che salvano dal grigiore di un armadio pieno di capi basic tutti uguali