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Australia, laureato in Scienze motorie. ‘Non invio più cv in Italia. Lì ero sfruttato’

Giovane, laureato, volenteroso, avvilito. Un’altra storia, un’altrapartenza alla ricerca della realizzazione personale oltreconfine. “Se te la scordi, vivi male” attacca il protagonista di questa nuova avventura: Danilo Mangiameli, 28 anni, radici ragusane, una laurea in Scienze motorie all’Università di Ferrara, un anno di lavoro nero e sfruttamento, dal 2012 in Australia “dove faccio il mio mestiere con un contratto regolare e uno stipendio dignitoso, che arriva puntuale sul mio conto”.

Danilo ha capito che era arrivato il momento di fare le valigie “dopo aver tentato in tutti i modi di trovare un posto in regola, retribuito, adatto alle mie competenze. Impossibile. Ero scioccato. Allora sono tornato dai miei in Sicilia, ho 25 anni non è il tempo di arrendermi mi son detto, voglio imparare bene l’inglese. Ci ho pensato su due mesi. Poi ho fatto passaporto,visto e biglietto”.

“Mi trovo molto bene qui, però con gli australiani è difficile fare amicizia, al massimo un’uscita al pub. Per loro esiste il lavoro, poi ognuno a casa sua. Io ho legato con altristranieri, alcuni sono couchsurfer e ogni tanto mi capita di ospitarli”.

E i primi tempi in Australia non sono nemmeno difficili. “Ho vissuto a Melbourne sette mesi, di cui tre passati a studiare l’inglese e quattro a fare il cameriere, lavapiatti epizzaiolo. I primi due con contratto, l’ultimo no. Mi davano 13 euro l’ora. Dopodiché mi sono messo a cercare un’occupazione adatta alla mia professione. Mi sono trasferito a Brisbane. Qui sono entrato a far parte dell’Exercise Sport Science Australia, una specie di albo professionale per i laureati in scienze motorie. Per ottenere il certificato di accreditamento ho dovuto fare un tirocinio di 300 ore. Quando ho finito mi hanno assunto con uncontratto full time. Lavoro in un centro di riabilitazione permalati cronici. Guadagno abbastanza da mantenermi, essermi preso un auto e riuscire a mettere da parte dei soldi. Mica male, no?”.

Ha un visto working holiday. Per rinnovarlo un altro anno, ha dovuto prestare servizio gratuito in un’azienda agricola in campagna per 88 giorni. Tutto questo prima di spostarsi a Brisbane. “Lavavo la frutta e la riponevo nelle casse”. Conclude mettendo in chiaro che non sta più cercando lavoro in Italia. “Non ho mai più mandato un cv. Da noi manca perfino un albo per tutelare la nostra professione”.

Leggi l'articolo intero nel Fatto Quotidiano/ Cervelli in Fuga  al  link : http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/26/laureato-in-scienze-motorie-in-australia-in-italia-non-mando-cv-ero-sempre-sfruttato...