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scrivere un racconto di fantasia

Scrivere un racconto ”fantasy” I racconti che seguono sono stati realizzati dagli alunni della classe I D della scuola secondaria di primo grado di San Pietro in Cariano al termine dell’unità didattica dedicata al fantasy svolta nel secondo quadrimestre di quest’anno scolastico. «Fantasy è un termine, mutuato dalla lingua inglese, con il quale si indica un genere letterario, nato nell'ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba. Al contrario della narrativa fantastica tout court, che affronta l'intrusione vera o supposta dell'elemento fantastico nella nostra realtà, il fantasy descrive mondi o dimensioni immaginarie completamente avulse dal nostro mondo. Quale genere, il fantasy viene di volta in volta associato o contrapposto sia alla fantascienza che all'horror. Tutti e tre i generi contengono elementi fantastici, con ampi scostamenti dalla realtà (o considerazioni estreme sulla natura della realtà, presente o passata). Vari scrittori e critici anglosassoni preferiscono usare il termine cumulativo di speculative fiction (narrativa speculativa) a causa della sempre più frequente contaminazione tra i generi.» ( tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera ) Anna Chiara Fasoli Arturo C'era una volta un ragazzo di nome Arturo, viveva con i nonni ed era una persona un po' solitaria non avendo amici. Arturo era di corporatura massiccia e alto di statura, tanto buono di cuore, ma molto maldestro nei movimenti e per questo veniva preso in giro da tutti. Un giorno Arturo accompagnò il nonno a prendere la legna. Proprio quel giorno era stato preso in giro dalla ragazza che gli piaceva, era triste, e camminava con la testa bassa. Pum!!! Una testata contro un albero gli fece capire che aveva preso una strada diversa da quella del nonno. Allora, disperato, camminò fino ad stancarsi e a sedersi vicino ad un albero. Arturo, ripensando a tutte le sue figuracce, si stava rattristando sempre più. Le fatine del bosco, che lo stavano osservando da molto tempo, decisero di intervenire. Gli dissero che per essere bello e coraggioso come voleva, doveva seguirle nel loro rifugio. Una volta arrivati, Arturo, sentendo la proposta delle fate, accettò senza esitare. Una delle due fate entrò nel laboratorio e uscì con una pozione. Il ragazzo la prese e bevve avidamente il contenuto della boccetta. Dopo alcuni secondi Arturo si sentì già più coraggioso e sicuro di sé. Felice del risultato, chiese come poteva sdebitarsi con loro. Le fatine gli spiegarono allora che la loro regina era stata imprigionata nel castello dello stregone Sauron. Arturo, felice di poter ricambiare il favore, partì immediatamente alla volta del castello. Durante il suo cammino riuscì a superare vari ostacoli. All'inizio trovò una pozza infestata da terribili coccodrilli che sguazzavano nell'acqua insieme a resti di scheletri; subito dopo si ritrovò in uno stretto e insidioso corridoio di roccia con coltelli che spuntavano all'improvviso dalle pareti. Ad un certo punto si trovò davanti a Sauron e tra i due iniziò un feroce combattimento. Sauron impugnò la sua bacchetta magica per annientare Arturo, ma lui con uno scatto felino gli strappò l'arma e puntandogliela contro gli restituì l'incantesimo. Arturo e la regina tornarono verso il bosco insieme alle fatine che li seguivano festeggiando. Da quel momento Arturo non si sentì più maldestro e inutile e si trovò dei veri amici con cui stare. PDF Creator - PDF4Free v2.0 http://www.pdf4free.comRiccardo Zorzoni Estebandia Judy aprì un libro che parlava del mondo di Estebandia e dette una sbirciatina. Rimase sorpresa dall'introduzione del libro: “Estebandia di giorno è dritta e di notte è rovescia, ci sono sempre le nuvole e sono calpestabili”. Judy non capì cosa significassero quelle parole e quindi andò da due suoi amici per delle spiegazioni. Il primo commento di Stanley e River fu uguale: “Continuiamo a leggere il libro!” Judy, allora, si avviò con loro verso casa e andò a prendere il libro in soffitta. Intanto Stanley e River si erano messi, in bagno, davanti allo specchio a descriversi l'un l'altro. Stanley diceva: “Sì, River è un tipo strano, sempre col cappello in testa, infatti, nessuno sa se River ha i capelli o no. Occhi grandi che sembra ti stiano guardando in ogni momento. Una piccola bocca da cui escono solo parole sagge. Dodici anni. Robusto con le spalle larghe”. River si complimentò con Stanley per l'ottima descrizione e aggiunse: “Tocca a me adesso”. E iniziò la descrizione: “Anche Stanley è un tipo strano; continua a dire poesie! Stanley ha dei piccoli occhi a mandorla, che sembrano due puntini, capelli lunghi alle spalle, bocca larga, magro, alto al massimo un metro e trenta, undici anni e, tendo a sottolineare, bravo nelle descrizioni. Judy, che al di fuori del bagno con il libro in mano li ascoltava, non riuscì a trattenere queste parole: “Sentite questa descrizione!” e iniziò a parlare: “Vi sto parlando di me, Judy Nelson, una tipa sveglia e intelligente sempre pronta a tutto, occhi marroni con ciglia sporgenti, labbra rosse e grosse, naso perfetto, capelli rossi mossi, bellissima, robusta al punto giusto, alta al punto giusto e dodici anni di saggezza”. Per tutta la descrizione, River e Stanley risero e alla fine, Stanley si mise a recitare una poesia su Judy: “La tua descrizione è sbagliata, pensi di essere la migliore arrivata; è vero, sei bella e grintosa, ma sei anche un po' troppo vanitosa.” River e Stanley si dettero il cinque. Judy, dopo una smorfia di compatimento, li invitò a riprendere a leggere il libro. Rimasero però stupefatti perché tutte le pagine del libro erano bianche tranne l'ultima. Su questa era scritto uno strano e inquietante messaggio: “La terra è minacciata da un meteorite, controllato da uno spaventapasseri in Estebandia; l'unico modo di far cambiare la traiettoria del meteorite è che lo spaventapasseri dia tre morsi ad una mela, ma la sua bocca si muove solo con la forza di gravità. Il meteorite arriverà sulla Terra il 5 luglio 1939 a mezzogiorno. Estebandia è dieci metri sottoterra, nella cittadina di Arlington (sobborgo di Washington)”. Stanley esclamò subito: “Ora capisco il motivo di quegli eventi accaduti sulla Terra. Oh, no! Oggi è il primo luglio 1939, dobbiamo muoverci!” e Judy aggiunse: “Ottima osservazione, Stanley, allora adesso ognuno andrà a casa propria e si preparerà per il viaggio, io prenderò la mela”. Dopo qualche minuto i tre ragazzi partirono per Arlington che distava da lì meno di un miglio. Arrivati nei pressi, iniziarono a scavare con i badili di Stanley. Dopo parecchie ore, trovarono una botola che si apriva su una enorme cavità sotterranea. Si ritrovarono su una spiaggia con alle spalle una foresta. Si avviarono per il bosco, ma non trovarono niente. Alla sera, dopo mezzanotte, Estebandia si girò e loro si trovarono morbidamente distesi sulle nuvole e quella notte dormirono lì. A svegliarli fu l'impatto a terra di mezzogiorno perché la terra si era rigirata. I tre ragazzi ripresero il viaggio. Alle undici di sera erano davanti allo spaventapasseri, stanchi, perché durante il giorno avevano combattuto contro un Troll, un ragno gigante che voleva mangiarli e contro un pipistrello che voleva il loro sangue. Judy fece per prendere la mela dallo zaino, ma non la trovò, perché il pipistrello, di soppiatto, l'aveva presa. Riuscirono a riprendersela solo dopo cinquanta minuti. Con la mela andarono dallo spaventapasseri, ma aveva la bocca chiusa. Quando mancava un minuto a mezzanotte, Judy ricordò le cose lette e, a mezzanotte precisa, il mondo si girò, lo spaventapasseri PDF Creator - PDF4Free v2.0 http://www.pdf4free.comaprì la bocca e Judy, prima di precipitare sulle nuvole, gli mise la mela in bocca. Alla mattina, quando i tre ragazzi si svegliarono, lo spaventapasseri aveva dato un morso alla mela chiudendo la bocca per la gravità. Stanley intanto ricordò ai compagni che era il tre luglio. Fecero la stessa cosa anche il giorno dopo e Stanley, di nuovo ricordò ai compagni che era il quattro luglio. E Judy gridò: “Lo spaventapasseri ha dato due morsi alla mela!”. River ragionò e verso le due disse: “Secondo un calcolo veloce, la Terra verrà distrutta perché quando, a mezzogiorno, lo spaventapasseri darà il terzo morso, sarà troppo tardi, il meteorite avrà già raggiunto la Terra”. Allora, dopo una discussione, i tre amici si misero d'accordo per un'altra missione: uno dei tre doveva tornare indietro e convincere i terrestri a costruire una molla immensa che potesse respingere il meteorite. Il prescelto fu River, il quale ripercorse la strada al contrario e tornò sulla Terra. Verso le sette era riuscito a spiegare a tante persone, con il passaparola, cosa stava succedendo e alle sette e mezzo iniziarono i lavori. La molla non era ancora completa alle undici e mezzo, allora furono chiamati i più veloci costruttori della Terra. Fu completata alle undici e cinquantanove e i terrestri riuscirono a posizionarla in un minuto. Il meteorite fu deviato verso altre galassie. “La terra è salva!” urlarono tutti. Ma i festeggiamenti iniziarono solo quando sulla Terra arrivarono Judy, Stanley e lo spaventapasseri. I festeggiamenti andarono avanti per giorni e giorni e Judy, Stanley, River e lo spaventapasseri furono incoronati regnanti del mondo di Estebandia. Da quel giorno in poi nessuno è più andato a Estebandia perché dal 1943 l'ingresso è stato spostato proprio sotto il cortile del Pentagono dove ha sede il dipartimento Statunitense della Difesa. Francesca Grassi Il pianeta di Arnica Rossa C'era una volta, anzi, esiste ancora oggi, in una galassia lontana, un pianeta di nome Arnica rossa. E' un pianeta in cui trionfa il bene grazie ai suoi abitanti, gli Arnichini, ed alla loro regina RUBINIA CALITOR. Una volta però non era affatto così. Adesso vi spiego la sua storia... Tanto tempo fa su Arnica Rossa regnava il male, sovrano era infatti RUBON CALITOR, un malefico Arnichino che, a causa del suo enorme potere, sottometteva gli abitanti di tutto il pianeta. Un giorno, però, RUBON venne scacciato. Il popolo, stanco di un governante cattivo, egoista e per nulla interessato alle sorti dei suoi sudditi e del pianeta su cui regnava, pose sul trono la sorella RUBINIA che, al contrario del fratello, aveva a cuore il suo pianeta e le sorti del suo popolo. Governava con saggezza e benevolenza e mai anteponeva il suo interesse a quello del regno o dei suoi sudditi. Gli anni passavano e ad Arnica Rossa non succedeva niente... fino a quando un Arnichino curioso, di nome FLIMBO, leggendo un libro scoprì da cosa derivava il nome del suo pianeta. Infatti Arnica Rossa era un rarissimo fiore rosso che viveva da più di mille anni sul pianeta. Aveva delle qualità inimmaginabili: permetteva a chiunque lo possedesse l'eterna giovinezza. Nessuno però l'aveva mai trovato o visto, si diceva infatti che fiorisse in una grotta sulla cima di una montagna di cui non si vedeva la fine. Naturalmente la grotta era nascosta dalla folta vegetazione che ricopriva tutto il pianeta e quindi non era facile trovare quel magico fiore. FLIMBO, nonostante ciò, partì alla sua ricerca. Seguendo la mappa del libro, si avventurò fino a dove nessun Arnichino si era mai inoltrato: nella Foresta del Suono, nella Pianura Montuosa e perfino attraverso il Mare Impossibile, fino a che, spossato, si fermò in un paesino. Qui incontrò uno strano personaggio. Bastava uno sguardo per capire che non era un Arnichino come gli altri. Infatti era un mago, di nome ARBORIUS e gli disse: “La cosa che tu vuoi trovare qualcun' altro di molto cattivo la sta per scovare, quindi se il regno di RUBINIA vuoi salvare e la pace far regnare, lo scopo del tuo viaggio devi cambiare”. Udite queste parole, FLIMBO ebbe un attimo di esitazione, poi però senza indugiare disse: “Non so cosa tu stia blaterando mago, ma sento che ti devo ascoltare”. Si mise in marcia senza sapere cosa doveva fare precisamente. Sentiva comunque che doveva trovare la montagna ed il luogo dove nasceva il fiore e lì battersi con il “cattivo”. Tornò di corsa alla reggia e raccontò tutto alla regina RUBINIA che, capita la gravità della situazione, gli affidò un esercito di PDF Creator - PDF4Free v2.0 http://www.pdf4free.comArnichini nominandolo Cavaliere Capitano. FLIMBO si rimise in viaggio con l'esercito affidatogli e, superata la Foresta del suono, la Pianura montuosa ed il Mare Impossibile giunse ai piedi del monte. Si inerpicarono per i ripidi sentieri che ne ricoprivano i fianchi e, giunti sulla spianata della grotta, vi trovarono RUBON CALITOR che con il suo esercito stava cercando l'entrata del luogo dove cresceva l'Arnica Rossa. FLIMBO capì in quel momento il senso delle parole del mago e, conosciute anche le intenzioni di RUBON, ingaggiò battaglia. Il duro scontro durò più di cinque giorni, ma alla fine FLIMBO ed il suo esercito ebbero ragione dell'esercito di RUBON che, fatto prigioniero, venne condotto in catene alla reggia di RUBINIA. Prima di lasciare il campo di battaglia, FLIMBO ordinò ai suoi soldati di far crollare la parte superiore della grotta, per chiuderne per sempre l'ingresso affinché nessuno potesse più impossessarsi della magica Arnica Rossa. Volle però dare un primo ed ultimo sguardo al fiore: era bellissimo, aveva un flebile stelo che reggeva una magnifica corolla fatta di petali rossi che se guardata da vicino rivelava delle striature più scure. Queste emanavano un profumo particolare: annusato per più di dieci secondi rendeva immortali. FLIMBO non si lasciò tentare e, ammirato il fiore per l'ultima volta, fece cenno ai suoi soldati di procedere. La pace tornò a regnare sul pianeta dove, ancora oggi, RUBINIA governa con giustizia e FLIMBO, a capo dell'esercito, vigila sulla sua sicurezza.