Macron convince Biden e Putin: si vedranno direttamente
Ci sono volute due telefonate consecutive del presidente francese Emmanuel Macron a Vlamidir Putin per convincerlo a partecipare ad un vertice con Joe Biden. Il presidente russo e quello americano per ora hanno "accettato il principio" di incontrarsi in un summit. Macron ha sottolineato che il vertice "si potrà tenere solo se la Russia non invaderà l'Ucraina". Lo hanno confermato l'Eliseo e la Casa Bianca. L'incontro sarebbe poi esteso a "tutte le parti in causa" e si concentrerebbe su "sicurezza e stabilità strategica in Europa".
L' incontro Usa-Russia
La preparazione inizierà questo giovedì quando si vedranno il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. L'Eliseo ha sottolineato che Macron lavorerà "con tutte le parti coinvolte" per preparare il confronto sulla crisi ucraina. Macron ha parlato con Putin per due ore e 45 minuti. La priorità per la Francia è ristabilire il cessate il fuoco nell'Ucraina orientale, teatro di un conflitto tra l'esercito ucraino e le milizie filorusse.
Ieri mattina il presidente francese aveva parlato al telefono sia con Putin, sia col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ed entrambi si erano detti d'accordo nel proseguire i colloqui, in ''formato Normandia'' - una configurazione diplomatica a quattro, adottata durante la guerra del Donbass, che vede al tavolo negoziale Russia, Ucraina Germania e Francia. ''Ogni giorno che passa senza guerra è un giorno guadagnato per la pace'', "La nostra preoccupazione è grande ma pensiamo che le risorse della diplomazia non siano esaurite'', dicono i consiglieri dell'Eliseo. La palla è nel campo di Putin''.
La portavoce della Casa Bianca Jan Psaki si è premurata di ricordare che "gli Stati Uniti sono sempre pronti ad imporre conseguenze rapide e severe nel caso in cui la Russia scelga la guerra. E al momento, la Russia sembra continuare i preparativi per un assalto in larga scala contro l'Ucraina". Sempre secondo fonti americane immagini satellitari mostrerebbero nuovi schieramenti di truppe russe e di equipaggiamento militare vicino al confine ucraino. Le immagini mostrano "nuovi schieramenti sul campo di equipaggiamenti corazzati e truppe" in partenza da siti militari esistenti in foreste e campi a circa 9-19 miglia dal confine russo con l'Ucraina, ha detto la società di immagini satellitari degli Stati Uniti Maxar.
Vertice Osce e colloquio Lavrov-Le Drian
La maratona diplomatica per cercare una de-escalation in Ucraina prosegue oggi con un vertice straordinario dell'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza (Osce) in Europa, convocato su richiesta di Kiev mentre nel Donbass continuano a registrarsi violazioni del cessate il fuoco. L'Ucraina ha chiesto il vertice per discutere "il rapido deterioramento della situazione della sicurezza sul terreno" nelle aree controllate dai separatisti filorussi, ha spiegato Adam Halacinski, rappresentante polacco presso l'Osce, su Twitter. Obiettivo della riunione è "discutere tutto quello che è accaduto nelle ultime ore e quali iniziative dovrebbe intraprendere l'Osce in questa situazione, allo scopo soprattutto di arrivare a una de-escalation della tensione", ha riferito Jablonski, "stiamo utilizzando tutti gli strumenti possibili per evitare un conflitto armato".
Mosca favorevole a un vertice del Gruppo Contatto su Donbass
La Russia è favorevole a una riunione del Gruppo di Contatto Trilaterale sul Donbass, composto da Mosca, Kiev e Osce. Lo ha riferito una fonte russa all'agenzia Ria Novosti. "Se Kiev e il Donbass accetteranno di convocare una riunione del gruppo di contatto, anche la Russia, ovviamente, parteciperà", ha affermato la fonte, "le funzioni di intermediario lo obbligano".
Dopo il vertice telefonico tra i presidenti di Russia e Francia, Vladimir Putin ed Emmanuel Macron, una fonte dell'Eliseo aveva riferito che un incontro del Gruppo Trilaterale si sarebbe svolto già oggi ma fonti di Mosca avevano smentito, avvertendo che serviva tempo per preparare una convocazione del gruppo.
61.000 profughi del Donbass entrati in Russia
È arrivato a circa 61.000 il numero di civili in fuga dalla regione ucraina del Donbass, che sono riparate in Russia, nella regione di Rostov, dopo l'evacuazione ordinata venerdì dai leader delle autoproclamate repubbliche filorusse di Lugansk e Donetsk. Lo rivela stamani il ministro russo per le emergenze, Alexander Chupriyan in una conferenza stampa, citato dall'agenzia Tass. Altre due regioni russe hanno proclamato lo stato d'emergenza per l'arrivo di profughi evacuati dalla regione del Donbass: si tratta di quelle di Penza e di Saratov, che si sono rese disponibili ad accogliere fra i 500 e i 1.500 profughi a testa. Lo scrive l'agenzia Interfax, che dice che, oltre a quella di Rostov e le due nuove, avevano già proclamato lo stato d'emergenza anche le regioni di Ryazan, Volgograd, Voronezh e Kursk. In quest'ultima, fanno sapere le autorità locali, è arrivato un treno con 525 civili dal Donbass.
Borrell, soluzione diplomatica unica via di uscita
"La soluzione diplomatica è la migliore e unica via d'uscita alla crisi e noi lavoriamo su questo". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri in cui si parlerà della crisi ucraina con il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleb. "Il lavoro sulle sanzioni è fatto, noi siamo pronti. Quando sarà convocheremo una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri e presenterò le sanzioni al momento giusto" ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera. "Siamo pronti alle sanzioni al momento giusto, ma lavoriamo e speriamo che quel momento non arrivi", ha aggiunto.
Al Consiglio è presente anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sul tavolo anche gli ultimi sviluppi politici in Bosnia ed Erzegovina e le mosse secessioniste della Republika Srpska, nonché i colloqui in corso sulla riforma costituzionale ed elettorale.